stai tranquilla non è niente
è solo vita che entra dentro
il fuoco che ti brucia il sangue
quella è l'anima.
AMO
Il sole, ridere, il profumo del pane, nuotare, i miei amici, i girasoli, le sorprese, fare i biscotti, essere coccolata, ballare, Winnie the Pooh, il gelato, Parigi, gli sguardi complici, passeggiare da sola in una città che non conosco, dormire, la casa di campagna dei miei nonni, fare shopping, i libri che mi fanno ridere ad alta voce, sentirmi soddisfatta, la complicità femminile, paciugare con colori e pennelli, il vino rosso, la caipiroska alla fragola, essere travolta dalle emozioni, le sere di inizio estate e le prime mattine autunnali, avere i capelli morbidi e lucidi, fare regali, i complimenti sinceri, i brividi lungo la schiena, gli orecchini pendenti, le persone curiose, i telefilm.
ODIO
Essere messa da parte, la pioggia, gli animali che strisciano, sentirmi sola, le stazioni, chi non pensa con la propria testa, l'odore degli ospedali, la fine delle vacanze, la minestrina in brodo, vedere gli altri piangere, fare benzina, il raffreddore, le domeniche pomeriggio senza far niente, sentirmi fuori posto, l'ipocrisia, non riuscire a concentrarmi su qualcosa, i treni, non sentire la sveglia, sentirmi dire "te l'avevo detto", i congiuntivi sbagliati, avere freddo ai piedi, gli stivali col tacco a spillo, non sapere cosa rispondere, che mi si facciano mille domande quando non ho voglia di parlare, le frasi fatte e i luoghi comuni,le riviste di gossip, gli uomini iperprotettivi.
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Ieri mi sono comprata un cerchietto a pois, delizioso e incredibilmente anni '60, oltra a un sacco di altre cose buffissime, very Chicchisch-style.
E ho scoperto che in un dito ci stanno quattro bucaneve. Ma questo devo verificarlo personalmente, non mi fido del tutto. Avrei voluto chiederlo alla signora che li sgranocchiava oggi in treno, ma non mi pareva il caso... Proverò io. Lo stesso giorno che conterò e classificherò tutti i canditi di un panettone. Pare infatti che esattamente il 70% siano pezzettini di cedro. Perchè si sposa meglio con la vaniglia. Ma il panettone sa di vaniglia? Bah...
Dimenticavo: luccicava anche ieri sera. Come sempre, come tutte le volte che attraverso il centro di notte. Ma non a piedi, perchè non è la stessa cosa... Potrei stare ore in macchina, a girare con la faccia appiccicata al finestrino e gli occhioni sbrilluccicosi di Alice nel Paese delle Meraviglie. E parlare, parlare, parlare... già io non sto zitta di mio, Milano by night poi mi mette addosso una cosa strana. La sensazione di essere sospesa sopra tutto e tutti, e di non volermi addormentare mai, per non spegnere la luce su questa magia, così delicata e complice.
Una pizza con un amico che non vedevo da mesi. Qualcuno che mi ha dedicato la sera del suo compleanno. Chiacchiere e pensieri e frasi lette, consumate, rubate. Avere ammesso dubbi e paure e non essermi sentita nè sola nè stupida. Girasoli, bigliettini, complotti e un abbraccio davanti al portone.
Mi è bastato, per una volta. Mi sono bastati la semplicità e l'affetto sincero, il piacere di condividere un'idea o un racconto. Oppure sarà stato il profumo di tortelli di zucca... chissà. Ma l'altra sera mi sono sentita a casa, ed è stata proprio una bella sensazione.
Evvaiiiiii!!!!!!
Oggi è succeso. Il miracolo. Quello che non mi è mai successo in 13 anni di scuole più l'università. Quando prima dei vari compiti in classe/interrogazioni/esami iniziavo a pensare a una serie di possibili incidenti, imprevisti e calamità naturali varie che sarebbero potute accadere salvandomi da una figura quantomeno imbarazzante. Lo facevo tutte ma tutte le volte, con la mia compagna di banco: "Ohi, pensa se magari adesso entrasse la bidella dicendo che la prof non è potuta venire per questo e quest'altro motivo..." Ok, mai successo ovviamente. E alla mia veneranda età diciamo che stavo iniziando a smettere di sperarci in questa cosa. Ma oggi, signore e signori, è successo.
Il pranzo internazionale che mi attendeva (ovvero l'incubo che mi ha perseguitato tutta la settimana) è saltato. Improvvisamente, e proprio all'ultimo secondo, quando ormai ero già devastata da nausea e difficoltà respiratorie come da copione, è arrivata una meravigliosa telefonata per annunciare che il pranzo era saltato. SALTATO!!! (con grande dispiacere di tutti, ovviamente.. ehm..)
Insomma, ieri sera ho parlato inglese da sola davanti allo specchio e ho ripetuto naistumìtiu centosettantaquattro volte con altrettante intonazioni differenti per nulla. E mai sono stata così felice di avere sprecato inutilmente il mio tempo!
Ma siccome mi sento una mezza miracolata, ho fatto una specie di fioretto: la settimana prossima mi iscriverò a un corso d'inglese. Deciso. Non è davvero possibile che quattro inglesoni ciccioni siano sufficienti per mandare in crisi una donna emancipata e cosmopolita come la sottoscritta!
Quello che aspettavo l'altra sera.. è arrivato tutto. Qualcosa prima e qualcosa poi, qualcosa più soddisfacente e qualcosa meno. Comunque ho finito con le attese. Anzi oggi è una giornata bellissima, mi sono svegliata con la mia amichetta nel letto accanto, ho messo la camicia arricciata che mi mette di buonumore e i sandali bianchi.. ho persino portato le ciliegie in ufficio. Eppure, non so. C'è una nuvoletta. Piccina piccina... un puntino. Che però mi infastidisce un po'. Immagino sia solo la voglia di un abbraccio, o di una risata.
Ieri sera ho aspettato. Ho aspettato che i pomodori gratinati si gratinassero, appunto. Ho aspettato un invito, una telefonata, un messaggino, una risposta. Ho aspettato che il cielo diventasse d'inchiostro per potermi mettere accoccolata a guardare un film di Audrey Hepburn. Alcune di queste cose sono arrivate, altre no.. ma io intanto ho aspettato. Coricata sul mio divano (coi piedi fuori ovviamente... nella mia casetta non ci starebbe mai un divano lungo quanto me), col naso all'insù e i puntini rossi sui gomiti provocati dalla fodera del mio futon, fastidiosamente ruvida. E da lì ho guardato la mia casa con occhi diversi, e mi sono chiesta come deve apparire a chi la vede la prima volta, dall'esterno. Ho pensato a tutte le case che ho visto, e che ho giudicato non-case, posti che mi sembravano solo luoghi per vivere, ma troppo lontani dalla mia idea di Casa per poter essere definti così. E mi sono chiesta se il mio monolocale sia una Casa o una non-casa.. Ho pensato a tutti i luoghi che in passato sono stati Casa per me, anche solo per qualche giorno. Ci sono state stanze d'hotel, appartamenti vacanziferi, ma anche vecchie tende da campeggio, prati, braccia, sguardi... Non so. Ho dei dubbi su questa cosa. Quando uno viaggia davvero, come io vorrei fare da sempre e mai farò, cambiando continuamente città, cielo, facce e odori.. allora dov'è Casa? Forse sono i ricordi che uno si porta dietro.. o forse il Viaggio è tale solo e proprio in quanto non-casa... Forse il Viaggio è funzione di una Casa da cui partire a cui, prima o poi, tornare. Come il giorno e la notte, la felicità e la tristezza, l'amore e l'odio, la fedeltà e il tradimento...
Bah. Sono andata letto col mal di testa, e sentendomi proprio una viaggiatrice frustrata...
Questo weekend ha avuto l'odore dei tigli. Quel profumo intenso e dolce che accompagna da sempre la fine delle scuole, l'inizio dell'estate, le vacanze e le mie più appassionate cotte dai 15 anni in avanti. Purtroppo ormai la scuola è solo un ricordo sbiadito, le vacanze sembrano per la prima volta lontanissime, ma l'odore dei tigli è riuscito ancora una volta a farmi sentire affamata di vita e gente e sole e risate come ogni anno.
Così nonostante la stanchezza mi sono imposta di mettermi carina, sfoderare il più raggiante dei sorrisi e uscire a cercare l'estate. Primo dettaglio fondamentale, l'aver sopportato per tutto il weekend di starmene appollaiata sui tacchi, cosa che non tollero e generalmente mi riesce anche piuttosto male. Secondo particolare degno di nota, non mi sono mai lamentata del sonno, e sono stata sorridente e simpatica con tutti, anche con chi in altre circostanze non avrei degnato di uno sguardo (e qui sbuca fuori l'animo irrimediabilmente snob...). Insomma, nell'ordine ho: bevuto-riso-chiacchierato-bevuto-riso-ballato-dormito-oziato pigramente al sole-(svuotato mezzo armadio alla ricerca di qualcosa da mettermi.. ma questo forse facevo più bella figura a non dirlo!)-bevuto-smangiucchiato-riso-mangiato il gelato-mandato sms-chiacchierato-riso-dormito-oziato pigramente al sole. Programma forse non molto vario, ma terribilmente divertente e gratificante per un esserino come me, che da tempo non desiderava in fondo nient'altro che questo.
Unico rimpianto, l'aver rifiutato l'invito di una persona speciale che mi manca dannatamente... ma questa è un'altra storia, e non sarebbe bastata una cena tra amici a ridarmi quello che non ho più. E in fondo pazienza, sono certa che prima o poi capirò qual'è il modo per sentire la sua amicizia meno lontana.
...e adesso non mi resta che preparare la valigia per la mia prossima settimana milanese. Ma questa volta lo spazio è poco, perchè voglio metterci dentro tutto il buonumore e l'allegria di questo weekend. Magari anche i miei guantoni neri da fit-boxe, che rispecchiano benissimo tutta l'energia di questa sera e la voglia di distruggere la malinconia che mi si è appiccicata addosso la settimana scorsa. Si accettano scommesse in proposito...
Oggi mi chiedo come sarebbe se non fosse così. Oggi mi chiedo per quale particolare combinazione di eventi io mi trovi incastrata qui. E come sarebbero state le altre infinite possibilità... Vorrei sapere quand'è stato il momento esatto che ha determinato tutto questo, perchè io non ricordo affatto di averlo progettato, desiderato, cercato. L'ho semplicemento accettato, come si accettano le giornate di pioggia e quelle bollenti di sole, i regali, azzeccati o meno che siano, i complimenti e i consigli, che poi magari resteranno per sempre chiusi in un cassetto... ma intanto uno li ha accettati. "Ok, va bene".
Va bene.
E se invece non andasse bene per niente? O se quanto meno ci fosse qualcosa che va decisamente meglio?
Se, per assurdo, ci fosse stata una possibilità di avere la mia vita tutta intera, e non solo qualche boccone da dover mordere con tutta l'avidità immaginabile quando me ne viene data l'occasione... Se ci fosse stata la possibilità di avere una bicicletta per arrivare dappertutto, e tempo per me, cene in famiglia, e sere di primavera a spassarmela con gli amici...
Se da qualche parte ci fosse stato tutto questo (e in fondo non è poi chissà che...) io vorrei solo capire il momento esatto, e soprattutto il motivo per cui me lo sono lasciata sfuggire dalle mani.