stai tranquilla non è niente
è solo vita che entra dentro
il fuoco che ti brucia il sangue
quella è l'anima.
AMO
Il sole, ridere, il profumo del pane, nuotare, i miei amici, i girasoli, le sorprese, fare i biscotti, essere coccolata, ballare, Winnie the Pooh, il gelato, Parigi, gli sguardi complici, passeggiare da sola in una città che non conosco, dormire, la casa di campagna dei miei nonni, fare shopping, i libri che mi fanno ridere ad alta voce, sentirmi soddisfatta, la complicità femminile, paciugare con colori e pennelli, il vino rosso, la caipiroska alla fragola, essere travolta dalle emozioni, le sere di inizio estate e le prime mattine autunnali, avere i capelli morbidi e lucidi, fare regali, i complimenti sinceri, i brividi lungo la schiena, gli orecchini pendenti, le persone curiose, i telefilm.
ODIO
Essere messa da parte, la pioggia, gli animali che strisciano, sentirmi sola, le stazioni, chi non pensa con la propria testa, l'odore degli ospedali, la fine delle vacanze, la minestrina in brodo, vedere gli altri piangere, fare benzina, il raffreddore, le domeniche pomeriggio senza far niente, sentirmi fuori posto, l'ipocrisia, non riuscire a concentrarmi su qualcosa, i treni, non sentire la sveglia, sentirmi dire "te l'avevo detto", i congiuntivi sbagliati, avere freddo ai piedi, gli stivali col tacco a spillo, non sapere cosa rispondere, che mi si facciano mille domande quando non ho voglia di parlare, le frasi fatte e i luoghi comuni,le riviste di gossip, gli uomini iperprotettivi.
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Sto impacchettando tutto, come se dovessi partire per chissà dove.. quando invece me ne starò semplicemente a casa. Saranno ferie insipide e scolorite, solitarie e lacrimevoli, perchè ho già visto che piega sta prendendo questa cosa. Chissà, magari questa sensazione di dover chiudere e sistemare tutto entro venerdì è solo un'illusione da quattro soldi, per convincermi che anch'io ho dei preparativi importanti e urgenti che mi attendono..
Potrei decidere di farlo davvero e partire da sola, zaino in spalla, verso Parigi e verso l'oceano. Ma sarebbe una stupida illusione anche questa, sarebbe solo l'ennesimo tentativo di farmi piccina piccina per sparire dietro un paio d'occhioni sgranati e un sorriso timido. E non è questo lo spirito con cui voglio partire per il mio Primo Viaggio Da Sola.
Credo che me ne resterò buona buona, galleggiando nel caldo e in questa sensazione a cui non so ancora dare un nome. Voglia di immaterialità, forse. Voglia di non essere e paura di essere troppo, direi. Voglia di vivere nuotando in apnea, con la pancia che sfiora le mattonelle sul fondo della piscina e l'acqua tutt'intorno che attutisce, comprime, rinfresca e protegge.
Un pesce, insomma, di nome Heidi però.
Nuvole un po' dappertutto oggi.
Nuvole nere gonfie e pesanti, di quelle che anticipano un bel temporale.
Io adoro i temporali estivi, l'odore delle prime gocce che macchiano l'asfalto polveroso, il rumore dell'acqua e i capelli che si appiccicano al viso. La sensazione di non poter fare altro che arrendersi e lasciarsi bagnare tutta, lampi e tuoni e pioggia che lava sopra e sotto la pelle.
Per ora però ancora nulla di tutto questo.
Solo un cielo opprimente che soffoca, schiaccia, che toglie il respiro.
Sarò pure un cartone animato, va bene, è vero.
Ma terribilmente carino, dolce e simpatico. Ecco.
E soprattutto dannatamente affascinante, come mi disse qualcuno tanto tempo fa...
"Cioè, una volta mi sono intrippato pensando che nulla sa di nulla finchè non c'è un incontro. Che la mela non abbia sapore finchè non si incontra con una bocca che la morde. Dall'incontro tra la mela e la bocca nasce il sapore e quindi ognuno di noi nella propria vita crea sapori diversi... Come i profumi che cambiano in base alla pelle. Tutto è neutro. Sei tu che dai il sapore alle cose, incontrandole."
Lavorare, si. Ma in costume, stesa al sole, il portatile sulle ginocchia. Lavorare e fare la pausa caffè con tua nonna, che ti spiega come fare la torta di mele e ti ricopia la ricetta aggiungendo tra parentesi i suoi trucchetti segreti. Lavorare a piedi nudi, con l'erba appena tagliata che ti fa il solletico. Distogliere lo sguardo dalla pagina di word e lasciarlo rotolare giù lungo i campi, dietro il cespuglio di rose e sotto gli aceri, dove quando eri piccola un misterioso folletto ti lasciava ogni giorno le caramelle.
In tutto questo un unico pensiero fisso, martellante: sparire nel nulla, cambiare identità e non rimettere mai più piede in agenzia. Ecco.
E invece... uff.