stai tranquilla non è niente
è solo vita che entra dentro
il fuoco che ti brucia il sangue
quella è l'anima.
AMO
Il sole, ridere, il profumo del pane, nuotare, i miei amici, i girasoli, le sorprese, fare i biscotti, essere coccolata, ballare, Winnie the Pooh, il gelato, Parigi, gli sguardi complici, passeggiare da sola in una città che non conosco, dormire, la casa di campagna dei miei nonni, fare shopping, i libri che mi fanno ridere ad alta voce, sentirmi soddisfatta, la complicità femminile, paciugare con colori e pennelli, il vino rosso, la caipiroska alla fragola, essere travolta dalle emozioni, le sere di inizio estate e le prime mattine autunnali, avere i capelli morbidi e lucidi, fare regali, i complimenti sinceri, i brividi lungo la schiena, gli orecchini pendenti, le persone curiose, i telefilm.
ODIO
Essere messa da parte, la pioggia, gli animali che strisciano, sentirmi sola, le stazioni, chi non pensa con la propria testa, l'odore degli ospedali, la fine delle vacanze, la minestrina in brodo, vedere gli altri piangere, fare benzina, il raffreddore, le domeniche pomeriggio senza far niente, sentirmi fuori posto, l'ipocrisia, non riuscire a concentrarmi su qualcosa, i treni, non sentire la sveglia, sentirmi dire "te l'avevo detto", i congiuntivi sbagliati, avere freddo ai piedi, gli stivali col tacco a spillo, non sapere cosa rispondere, che mi si facciano mille domande quando non ho voglia di parlare, le frasi fatte e i luoghi comuni,le riviste di gossip, gli uomini iperprotettivi.
Calzino Sexy
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Chapter One.
Edo
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bla bla
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click
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letto e riletto
looney tunes
passamilaparola
paturnie
principe azzurro
puffo quattrocchi
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...qual'è il rumore dei sogni infranti? Nel momento esatto in cui si sbriciolano schiantandosi contro la marmorea realtà, fanno un suono più simile a quello della pallina splendente che stavi appendendo sulla cima dell'albero di Natale - cristallino e tenue - o più sordo e secco, come quando dalle mani scivola all'improvviso il piatto colmo di biscotti appena sfornati?
Dovrò restare in ascolto più attentamente, la prossima volta.
Un gomitolo di nebbia che rincorreva le luci tremolanti di Natale riflesse sul naviglio, questa mattina.
Quella che ti rende insofferente, isterica e un po' ansiosa; quella ti fa controllare di continuo il cellulare perchè "forse non l'ho sentito suonare", e ti fa persino rimandare un'e-mail nel giro di pochi giorni perchè "non si sa mai che non sia arrivata".
L'Attesa che fa martellare infiniti secondi tra le pareti del cervello, distoglie l'attenzione da tutto il resto, rallenta, pietrifica, rapisce.
L'Attesa che sa di illusione, frustrazione, speranza; l'Attesa che ti fa parlare da sola, costruire castelli luccicanti e distruggerli al suono di un click del mouse.
Si, insomma. Quella lì che sopporti così male.
Umf.
Giornate quasi d'autunno, non fosse per il cielo chiaro all'ora di cena e per i pensieri che corrono svelti alle vacanze; giornate dense, da impastare con impegno e fatica come la mia nonna con la sfoglia la vigilia di Natale.
25 anni sulla carta d'identità, età percepita variabile a giorni alterni tra i 17 e i 30 anni: cosa che non mi piace affatto. Vorrei assporare i miei 25 e godermeli per quello che sono, se solo avessi capito come dovrebbero essere davvero e cosa dovrei fare per non correre il rischio di perdermeli rimpiangendo nostalgica i 17 o rincorrendo prematuramente i 30.
Bah.. pensieri contorti e sconclusionati, da impastare anch'essi in queste giornate, che di buono hanno portato almeno un po' di calma, un'amicizia ritrovata, scarpe nuove e voglia di casa.
...e il primo dentino nel sorriso della mia nipotastra!
Ha inforcato la bicicletta, stamattina, con una musica antica sulle labbra e le braccia incerte sul manubrio arrugginito. Amèlie rideva come il sole delle otto e cinquantatre nel cielo azzurro striato di bianco, pedalando appollaiata sul sellino cigolante del suo bolide sgangherato.
Quando ha svoltato a sinistra in fondo alla strada, e ha osservato le case e le vetrine di ogni giorno da una prospettiva diversa, si è sentita all'improvviso di un umore strano, come se la gioia bambina di pochi attimi prima si stesse sciogliendo in una debole malinconia; ma Amèlie ha ripreso svelta il ritmo della pedalata, lo sguardo sempre verso il cielo, sussurrando ancora la stessa musica antica.
Succede che diversi blog ospitati da La Stampa Web sono stati oscurati, negli ultimi tempi.
Succede che anzichè rispondere, spiegare, dibattere, la redazione de La Stampa Web ha preferito mettere direttamente a tacere i bloggers che si sono permessi una riflessione di troppo.
Per i dettagli, Prishilla ha già spiegato meglio di quanto potrei fare io.
di essere troppo impegnati a vivere per fermarsi a scrivere.
(e di non sapere se sia bene o male)

Silenzio.
Rumore di passi senza fretta sui ciottoli umidi e scivolosi
Vento freddo e pioggia sottile sulle labbra, nei capelli
tra le pieghe della sciarpa
Un ciondolo di vetro rosa
Tu
Possibile che l'esperienza non mi sia servita proprio a nulla??
Tanti buoni propositi... e invece (come chiunque mi conosca un po' avrebbe potuto prevedere) mi aspettano di nuovo 48 ore di ansia e smarrimento, fino al momento drammatico in cui con un perfetto Naistumitiùù sancirò l'inizio della fine di una promettente carriera.
L'inizio della serata non è stato esattamente dei migliori: io e La Collega siamo rimaste mezz'ora sotto l'acqua, davanti a Le Trottoir, disperatamente attaccate al cellulare a tentare di risolvere l'ennesimo casino lavorativo, degna conclusione di una settimana delirante in ufficio. Fatto ciò, e trangugiato un aperitivo in tempi record, ci siamo catapultate in macchina alla volta degli Arcimboldi. Un'ora e mezza d'anticipo ci era parsa più che sufficiente, invece il traffico milanese di un venerdì sera piovoso con lo sciopero dei mezzi ha drasticamente superato le nostre ingenue previsioni. Aggiungendo poi che i suddetti casini lavorativi del pomeriggio ci avevano fatto dimenticare di stampare la cartina, e che nessuna delle due sapeva con precisione la strada, è facile intuire come l'angoscia abbia iniziato a salire man mano che l'ora del concerto si avvicinava. Tachicardia e nausea dalle 20.30 in poi, con CapitanFede come angelo custode ad attenderci paziente davanti al teatro, cercando di spiegarci in tutti i modi come arrivare a destinazione.
Finalmente, come un miraggio, il Teatro degli Arcimboldi ci appare all'orizzonte. Sono le 21.03. Parcheggiamo in modo indegno, ma dopo tutte le infrazioni al codice della strada che ho commesso per arrivare fin qui, questo mi pare decisamente il minore dei mali.
Entriamo correndo, i biglietti stretti in mano, convinti di avercela ormai fatta: tanto abbiamo i posti numerati...
"Il concerto è già iniziato, non posso più farvi entrare in platea. Se volete potete salire nel palco, e scendere durante l'intervallo".
La maschera non vuole sentire ragioni, e stavolta sono lacrime mentre salgo i gradini e mi appoggio con la schiena contro il muro in fondo al palco, rassegnata e avvilita.
Il concerto è già iniziato, sì, però sul palco non c'è Luciano, ma solo Giovanni Allevi al pianoforte. Dopo una decina di minuti il sipario si chiude, e CapitanFede mi rivolge la prima parola da quando siamo entrate: "CORRI!" E' l'ultimo disperato tentativo di accaparrarci i nostri posti... e a quanto pare siamo fortunati, sembra che le maschere si siano dovute arrendere davanti a un esercito di ritardatari (e d'altronde, iniziare 10 minuti dopo no?? Eccheccavolo, l'unico concerto della mia vita a cui arrivo in ritardo è anche l'unico che inizia puntuale??!!)
Fila 23, posti 6-7-8. La Collega, Chicchisch, CapitanFede. Un bacio mi dice che sono stata perdonata, e sono finalmente pronta per godermi lo spettacolo come si deve.
Sono qui per l'amore, e Luciano è proprio lì davanti, bellissimo e sorridente, avvinghiato alla sua chitarra. (Ma quanto vorrei essere io quella chitarra??) Io e La Collega siamo incredule, abbagliate dal fascino di quest'uomo e dalla sua voce calda e ruvida.
Ho messo via e Walter il mago, brividi e pelle d'oca. Mi sto proprio emozionando, e non ho bisogno di voltarmi a sbirciare un paio d'occhi sbrilluccicosi accanto a me per sapere che non sono l'unica.
Luciano continua a cantare e legge anche un paio di poesie... poi sipario, intervallo, mi scappa da morire la pipì ma non ci penso nemmeno a lasciare il mio posto dopo tutta la fatica che ho fatto per arrivarci!!
Si ricomincia, e pezzo dopo pezzo è sempre più dura rimanere seduti e limitarsi a canticchiare.. ad un certo punto non ce la facciamo proprio più: I ragazzi sono in giro, e noi tre saltiamo in piedi come molle! Siamo gli unici in tutto il teatro, ma onestamente non c'importa granchè. Anzi - mi dico - magari Luciano dice qualcosa su di noi... invece no, finisce la canzone e inizia subito a leggere un'altra poesia, ma va bene lo stesso.
Le donne lo sanno, e noi tre risaltiamo subito su! Stavolta in pochi secondi sono tutti in piedi, tutti cantano a squarciagola, tutti ballano. Il teatro palpita e scalpita, è un'esplosione di energia e adrenalina.
Mi sento proprio al posto giusto, al mio posto; immagino che debba sentirsi così anche l'ultimo tassello di un puzzle, quando viene appoggiato proprio lì dove è stato pensato che stia. Al posto giusto qui, stasera, e nella mia vita. So che la sensazione non durerà ma è piacevole, davvero piacevole.
Continuiamo a ballare e cantare come da copione, poi una sorpresa: sul palco arriva Elisa, che con voce d'argento intona Gli ostacoli del cuore. Tanti, tantissimi si alzano e corrono sotto il palco; stretti stretti e vicini vicini, come in ogni vero concerto che si rispetti.
Sta per finire, è nell'aria, e non voglio! Salto scatenata Urlando (con il filo di voce che mi è rimasto) contro il cielo e mi godo estasiata Tra palco e realtà, pensando che non sta per finire solo il concerto, ma anche il mio pensiero felice degli ultimi tempi... il prossimo quale sarà?